Archeologia e Risorgimento: le passioni di un collezionista di fine Ottocento
Gaudenzio Carlotti fu un appassionato collezionista di cimeli di storia militare e risorgimentale e in particolare di quelli collegati alla battaglia di Solferino del 24 giugno 1859, evento vissuto in prima persona, da bambino. La sua vastissima raccolta fu il frutto di un impegno che gli valse importanti onorificenze e divenne il nucleo principale del Museo del Risorgimento di Solferino e San Martino.
Collezionò anche moltissimi reperti archeologici, oggi conservati in luoghi diversi perché venduti o donati a vari studiosi e musei. La parte più consistente fu ceduta nel 1965 dal figlio Leone Carlotti all’Istituto Bonsignori di Remedello, che l’acquistò come supporto didattico per gli studenti. Esposta nel 1968 in questa stessa sala, la Collezione Carlotti costituì il primo nucleo del museo archeologico, che nacque nel 1975.La collezione comprende reperti di varia natura riferibili ad un ampio arco cronologico, dal Neolitico al Medioevo. La maggior parte proviene dai siti palafitticoli dell’età del Bronzo dell’area del Garda, dove l’ambiente della torbiera, povero di ossigeno, ha rallentato la decomposizione degli oggetti consentendo la straordinaria conservazione dei reperti e dei materiali organici più fragili, come il legno e i resti vegetali.
La Collezione Carlotti al Museo Civico Archeologico di Remedello
The Carlotti Collection at the Remedello Civic Archaeological Museum
La Collezione Carlotti al Museo Civico Archeologico di Remedello
The Carlotti Collection at the Museum of Archaeology in Remedello



















