La Disciplina, scrigno di arte e di storia
Fatto costruire dalla Confraternita dei Disciplini alla fine del Quattrocento, l’edificio che oggi ospita il museo ha subito diverse trasformazioni. L’aspetto attuale è frutto soprattutto degli interventi della fine del Settecento, quando la facciata principale fu profondamente modificata e vennero aggiunti la sacrestia e il campanile.
Già inserito nell’elenco dei «monumenti nazionali», nel 1953 l’edificio rischiò addirittura di essere abbattuto perché ritenuto pericolante. Fu la Soprintendenza a impedire la perdita di questo importante patrimonio, sospendendo i lavori di demolizione e imponendo la ricostruzione di quanto distrutto, attraverso il finanziamento di opere di risanamento e di rinforzo dell’edificio.
Nel 2000 il pavimento venne asportato per permettere la realizzazione di un vespaio isolante e fu possibile eseguire un’indagine archeologica all’interno della Disciplina. Vennero così recuperati moltissimi frammenti di ceramica rinascimentale finiti nello strato di macerie, steso al momento della costruzione dell’edificio.
L’interno della Disciplina, dopo l’asportazione della pavimentazione, nel corso dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2000.
L’interno della Disciplina, dopo l’asportazione della pavimentazione, nel corso dei lavori di ristrutturazione eseguiti nel 2000.





